Time ...Run out....

Nel mio mondo siete fra: la realta amara



C'era una volta...

C'era una volta Una panchina, c'era una birra, c'erano un rospo ed una lumaca.

C'era una volta una canzone secondo la quale il "Tempo stava scadendo", c'erano le terme, c'era la città di notte con Zucchero di sottofondo, c'era una mano stretta nell'altra sul cambio di una macchina.

C'era una volta il non parlare, il non capirsi, il cadere in silenzi. C'era il tentare, lo sperare, l'aspettare, il non definirsi, il non pensare.

C'era una volta una villa, con le sue coppiette sdolcinate e allupate, c'era una spiaggia con la pioggia, c'era un caffè, c'era la taverna di un hobbit, c'era un tramezzino dopo un campeggio.

C'era una volta un letto, c'erano unghie sulla schiena, c'erano gli sguardi, c'era un "ti amo" per gioco, c'era il parlare con un corpo, c'era il caldo in una macchina, c'era il godere.

C'era una volta il piangere, c'era un i-pod nelle orecchie,c'era lo stringere in una macchina, c'era il "non voglio perderti, scusami", c' era il soffocare ogni cosa, c'era la polizia..

C'era una volta un cd, c'era una volta un libro, c'era un regalo non dato, c'era una telefonata in lacrime, c'era una lettera per un compleanno, c'era cruel intentions, c'era un fumetto...

C'era una volta un "Ti penso. Ti voglio. Si. ", c'era una bugia, c'era il non sapere le strade, c'era Roby, c'era Luce, c'era un invito a cena, c'era un "Danziamo", c'era il parlare

C'era l'addio, c'era il "vediamo", c'erano fatti, c'erano parole, c'era "Aspetta", c'era la rabbia, c'era "una bell'alba", c'era l'amico mai visto, c'era un cane...

C'era il "volere è potere", c'era una capata al muro, c'era Trastevere, c'era un incontro per caso, c'era un massaggio, c'era una zingara, c'era lo spingere una macchina..

C'era un "cattivo", c'era una "stronza", c'era un "eroe", c'era un "tesoro",c'era una "piccola", c'era una "rospa", c'era un "catorcio", c'era una "gatta"..

C'erano  una volta Abelardo ed Eloisa, c'erano fulmini sul mare, c'era lo sfogarsi, c'era un albergo mai preso, c'erano chiamate mai fatte, c'era una luna con i suoi falo'...

C'erano tante cose.



Non disturbate la fata..



Tristezze della luna

Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,

lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s'estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore

nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d'opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

Il tramonto del sole romantico

Oh, quanto è bello il sole che sorge allegro e forte
e il suo buondì ci lancia come uno scoppio rosso!
felice che ne può con animo commosso
salutare, gloriosa più d'un sogno, la morte!

Ricordo!... Ho visto tutto, la fonte, il solco, il fiore,
anelar come vivido cuore sotto i suoi sguardi.
- Corriamo all'orizzonte, presto, corriamo, è tardi,
che non ci sfugga almeno l'ultimo obliquo ardore!

Ma io rincorro invano il Dio che s'allontana;
stende l'ineluttabile Notte su noi, sovrana,
le abbrividenti ali, funeste, umide, opache.

Un lezzo di sepolcro nelle tenebre vagola,
e il mio timido piede ai margini del brago
schiaccia rospi imprevisti e lubriche lumache.


Baudelaire

 


Che ritorni la sera


Che ritorni la sera, con tutte le sue stelle,
con la luna regina china sopra di me.
E con loro anche i sogni, con le voci lontane
di una ninna nanna che cantava mia madre.

Che ritorni la sera, che mi culli leggera
che mi bruci d'amore come lo scorso agosto.
Che ritorni la sera con quell'aria sincera,
quando esce di scena e ti regala l'aurora.

Che ritorni la sera sopra la mia miniera
sto scavando da tempo ma l'oro dov'è?
Che ritorni la sera per potermi fermare
anche un poco a pensare cosa in fondo vorrei.

Che ritorni la sera mi trovi un po' più matura
che a tornare a volare ho ancora un po' di paura.
E poi senza la luce, quella delle mie stelle,
torno al grembo in ginocchio ma girata di spalle.

Che ritorni la sera con tutte le certezze,
che oltre quell'infinito poi qualcuno c'è
Che mi ascolta sfinito, che chissà se ha capito
Che ritorni la sera che per lei a volte si muore.





Pensieri di getto ....


 

Battito d'ali di FataYram ***  martedì, 13 maggio 2008 *** 05:59
***commenti ***

 



Boh....

Nel mio mondo siete fra:



Our life is gonna change
it's all but time


Cosi' comincia la canzone ( stupenda ) di uno spot televisivo. La nostra vita sta cambiando..è solo questione di tempo.
Poi la Barbieri crea un appunto : La nostra vita sta cambiando..non importa il tempo.
E, semplicemente, chiede che tutto sia custodito. Le emozioni, la passioni, ogni cosa.

Io non sono brava a custodire. Perdo anche le cose a cui sono piu legata. E mi ritorna costante, nonostante anni, una frase che credo non scrollerà mai via "Non sai dare il giusto valore alle cose e alle persone".

Quanto odio dover dare ragione a questa frase che, costantemente, mi batte nella testa. MI crea sempre un sospiro amaro ricordarla.

A proposito di "ricordi". Ogni anno io e Roby abbiamo un appuntamento "fisso" : Le Dissonanze. ( evento di Musica elettronica a Roma )
Ogni anno, alle Dissonanze, io ri-incontro un ragazzo con cui mi sono vista: Mr Pisello d'oro ( vedere Maggio degli anni scorsi per capire di chi/cosa stiamo parlando ).

Anche quest'anno, puntuale, l'ho rivisto e - devo ammettere - il fatto che venisse l'amico a dirmi "ehiii ma non ti ricordi di lui?" è stato un piccolo trionfo per tutto il popolo femminile. Soprattutto per la mia risposta vaga "mmm?? Ahhhh!! Oh dio (faccia confusa)...Ah Si! ..quanto tempo!"
Quando ho conosciuto Mr Pissello d'oro era..il 2005 credo. Un incontro un po' "fatale". Colpo di fulmine in un locale e- devo ammettere - ha il sorriso piu bello che io abbia mai visto nonostante abbia perso il suo fascino.


Da Mr Pisello d'oro ho ricevuto due cose che non scordero' mai:

1) Colazione a letto. Latte, bscotti, caffè...portati su un vassoio.
2) Uscita esilerante: Mare + bottiglia di spumante .
2) Sms di bidone piu stupido che io abbia mai letto "Non sono vneuto...cosi' ti viene piu voglia di me". La voglia fini' con il tasto "elimina numero".."elimina messaggio".


La mia vita stava cambiando..in maniera a dir poco drastica.

Quest'anno, poi, ci ha ri-provato in un modo alquanto deludente "ti va una canna?"..."no, grazie!".
Ma è un appuntamento fisso che, comunque, mi fa sorridere un po'.

Di tutta risposta la musica delle Dissonanze è stata fantastica, peccato che la notte prima ho dormito 3 ore e alle 7.00 di mattina ( ebbene si, abbiamo ballato fino a quell'ora ) ero letteralmente...DISTRUTTA.

In questo periodo sto pensando un po' alla filosofia di Betty. Parliamo un po' di lei, và:
Betty fa parte di questo benedetto cerchio di amiche di cui tanto parlo e straparlo.
Lei, per me, rappresenta la bontà fatta a persona. In lei io vedo incarnati tutti i valori che si possono esprimere: Sincerità, correttezza, bontà, rispetto, altruismo.
Betty è una bella ragazza..eppure Betty da quando si è lasciata con il suo "uomo storico" non si guarda piu intorno. Non vuole nessuno. Non cerca nessuno. E' cosi' ormai da...anni.
Non si è "chiusa" a riccio...ha solo l'ottica fantastica dell'amore. Del batticuore. Spesso pero' ricade nella "paura" di tentare...per lei "tentare" non esiste. Penso sia una delle poche donne che davvero da peso ad un bacio o ai sentimenti da cui dovrebb derivare. Un peso importante.

Nel nostro piccolo cerchiamo di spronarla..anche perchè Betty per ogni uomo sarebbe davvero un dono dal cielo. Lei E' un dono del cielo.
Una volta, pero', mi gelo' il sangue:
Eravamo io e Roby a parlre dinanzi a lei di nostre esperienze, di coppie varie di nostra conoscenza.
Caso ( o effettiva realtà? ) ha voluto che ,in effetti, l'analisi dei rapporti che stavamo facendo era alquanto...tragica.
Lei ci guardo' con aria innocente e disse poche parole "Io piu sento e so di voi, delle vostre delusioni o di come gli altri vivono...e piu mi convinco che sto bene come sto".
Io e Roby siamo rimaste impietrite. Ci siamo guardate quasi sentendoci in colpa della cosa.

Non so perchè mi è venuto in mente tutto questo stanotte. Forse perchè qualche giorno fa sono venuta a conoscenza di una "brutta notizia" riguardante una coppia di fidanzati che conosco bene e che, francamente, mi ha sconvolta.
Non voglio ergermi su un piedistallo di moralità che non mi appartiene, ma piu mi guardo intorno e piu capisco a mia volta Betty.

L'unica mia certezza, in questo senso, rimangono mia sorella ed il suo uomo: Sono fidanzati da 12 anni ma, dovreste vederli, sono la coppia piu eccezionale che esista. Mai chiusi, sempre in compagnia, allegri. Mia sorella ancora dopo 12 anni corre a mettersi il phard quando lui arriva...e lui ancora si presenta con piccoli pensieri per sorprenderla.
Si sorprendono ogni giorno. Si conquistano ogni giorno.
Fra loro non c'è gelosia, c'è una fiducia assoluta di essere "l'unico" per l'altro.
Sono stati a distanza cinque anni..con tanto di "Erasmus" annesso.
Eppure non sono mai caduti. Solo un lieve vacillamento..ma sempre uniti nella forza del loro sentimento.
Quando racconto questa storia sento sempre "12 anni? Oh dio che palle! Oh dio che cosa angosciante". Questa è gente che, dei rapporti, non ha capito un cazzo/non sa condurli..ed ha stereotipi davvero "pre-confezionati" secondo quello che -ormai- è quasi una moda di dire/pensare: L'unione come "peso" e non come "stare bene".


Per me, loro, sono la testimonianza invece che l'amore esiste. Che è reale e concreto. Giuro che non sono l'unica a pensarlo conoscendoli...tutte le mie amiche vedono in loro due quella visione di "rapporto ideale" che immaginiamo.
Proprio ieri lui le ha regalato i biglietti della finale di Tennis che lei tanto desiderava vedere. Sono andati alla partita e, come due bambini, sono tornati rossi per via del sole. Stavano in cucina a prendersi in giro insieme agli amici su chi dei due era piu ustionato.
Io osservavo questa scena sorridendo fra me.
Sono quelli che, ancora, si mandano il messaggio della buonanotte dopo che sono usciti insieme una sera.
Non so spiegarvelo..ma, davvero, a guardarli uno vede l'amore. Amore anzi (A maiuscola)

Io ho poche certezze nella mia vita. Sono una "scettica e disillusa" il piu delle volte..ma su di loro punterei una fortuna. Forse è l'unica cosa su cui metterei la mano sul fuoco.

A proposito di mia sorella: Oggi ho avuto una litigata furibonda con i miei.

L'ho sempre detto: Quando io metto dei "punti" ,questisono ...irremovibili. I "punti" piu grandi li ho messi con i miei , con mia madre in particolare.

Vigevano poche regole in casa mia: Studiare. Non essere mai scontenti. ....Studiare.

La morte di P. l'ho affrontata giu .Ho potuto essere cupa solo il primo giorno. Già i giorni successivi partiva il disco a random "beh..ora basta...".
Per poi capire a mia volta che non potevano comprendere. Come puo' una madre che esordisce con "Forse era una famiglia di pochi valori"...capire?
Sollevi le spalle. La ritieni una deficiente e basta e, come ti hanno perfettamente abituata, ti chiudi in camera e ti incupisci sola li'. In Silenzio.

Come in silenzio, nonostante fossi incazzata, sono uscita questa sera a vedere un film.
Credo che la cosa che so fare meglio è ..stare zitta. Anche quando sono incazzata, triste, depressa. Grande pregio che, spesso, si rivela un enorme difetto.

Sono rientrata a casa e sono stata un po' affacciata alla finestra a fumare.
Non so perchè ma sono vagamente malinconica stasera. E' una di quelle malinconie che respiri nell'aria dopo che ha smesso di piovere.
Stavo li', posata contro il davanzale, ed osservavo con sguardo spento la strada. Poi mi sono fatta scivolare giu e mi sono seduta a terra, spalle al muro, e analizzavo la scrivania alla parete opposta.
Sono stata cosi' dieci minuti, con le macchine che correvano e che "riempivano" il silenzio insieme alla musica bassa emessa dal p.c . Ginocchia al petto e mento sopra queste.
Ho osservato a lungo lo scrigno sul legno. Con aria diffidente, pensierosa.
Mi sono alzata, ho raggiunto la scrivania e l'ho aperto.




Non disturbate la Fata..ha fatto un "crash".



Quanto avevi ragione.....



























 

Battito d'ali di FataYram ***  lunedì, 12 maggio 2008 *** 06:22
***commenti ***

 



Crash

Nel mio mondo siete fra:


Da dove cominciare...

Ho il pc sparso di appunti in ogniDove. Quei tanti documenti che rileggero' in sere malinconiche o che, piu probabilmente, dimentichero' di avere ritrovandomeli poi per caso una sera "navigando" fra le varie cartelle nel buon proposito di "mettere in ordine".

Sono a Villa Torlonia, eccezionalmente con il computer dietro e con una spalla dolorante di accompagnamento. E' una giornata "chiassosa", fortuna che riesco ad isolarmi con un po' di musica! The Cure per l'esattezza in questo preciso istante...

Dicevo: Da dove cominciare...

Sono stati di pensieri, emozioni, azioni. Resocontarli sarebbe alquanto difficile per me che sono una scrittrice da 4 soldi e, per lo piu, tendo a mettere due parole insieme di significato concluso.

Stavo leggendo un libro che devo regalare, un libro che non mi rispecchia affatto ma che mi ha fatto molto riflettere: I Nostri rapporti si basano a come abbiamo vissuto la nostra infanzia in famiglia.

Non andro' in dettagli ma, vagamente, ho provato a capire come io gestisco i rapporti in base a come sono cresciuta. E' una cosa scontatissima, lo so, ma non mi ero mai soffermata su me stessa..analizzando per lo piu come gli altri vivessero la "loro famiglia"..rapportandosi di conseguenza con me.
Il primo esempio che mi passa per la testa riguarda proprio lo "Scemo" ( a proposito..dopo il terzo sms senza risposta è sparito!). Lo Scemo era il classico "mammone". Dovevate vedere questo ragazzo grande e grosso (e bellissimo aggiungo) che se ne usciva con parole come "Lettino".."mammina"...a me faceva ridere. La nostra prima uscita ha praticamente parlato solo di sua madre...
Cosa cercava infatti? Una seconda mamma. A me raccontava i suoi infiniti problemi, il suo lavoro, le sue angoscie...sembrava una persona eternamente tormentata quando, in sostanza, tutto gli andava bene. Aveva solo bisogno di sentirsi dire "Piccolo, non ti preoccupare..." con carezzina sulla testolina annessa.
Io non sono brava a fare la parte della "mamma" e nè tantomeno voglio essere una mamma. Mi limitavo ad ascoltarlo, dirgli la mia.
Del resto mi diceva "A mamma racconto tutto"...ed a me raccontava tutto. C'era solo un piccolo problema: io volevo un uomo, non un bambino. E questo, credo, lui lo percepi'.

Analizzando me stessa, invece, posso dire che il mio modo di fare rispecchia quasi perfettamente l'ambiente in cui sono cresciuta.
In casa mia era "vietato" essere tristi, depressi, nervosi, arrabbiati. Se io ero nervosa..mio padre si innervosiva. Di conseguenza eravamo tutti fintamente felici.
Per questo motivo sono stata abituata a non esporre mai i miei problemi, neppure quelli piu gravi. Proproi nella visione del "non disturbare". Quando io sostengo che "mi sono formata da sola" è perchè effettivamente è stato cosi'. Senza considerare l'unica volta che ho "creato problema" e che è costato un anno circa di silenzio in casa.
I miei ideali, i miei valori..derivano da totale auto-didatta. Mio padre mi ha lasciato poche moralità. Due per l'esattezza che condivido.
Mia madre, invece, è la classica donna che vuole ( prova ) a fare l'amica-mamma. Il problema è stato che quando io ho attraversato un periodo complesso...mia madre non c'era e, quando c'era, ha fatto piu danni che bene. Oserei dire che mia madre è la classica "finta complice". Categoria che evito accuratamente..

Come ho già detto non entrero' in dettagli ma, a grandi linee, la macro-situazione era questa. Di conseguenza ho scoperto che io nei rapporti non dico mai che c'è un problema. Di conseguenza ancora evito di parlare dei miei problemi e li affronto da sola per lo piu senza gravare sugli altri!
Credo che nessun mio ex abbia mai sentito da me la frase "Abbiamo un problema"..perchè anche i problemi di coppia tendo a zittirli.
Questo è un mio enorme difetto perchè mi fa scappare il piu delle volte..ma, nel suo lato positivo, non mi porta mai a voler cambiare l'altra persona. Cosa che no ho mai sopportato che tentassero di fare con me.

Proprio di recente analizzavo una vecchia lettera che ho scrtto ad un mio amico. Diceva piu o meno cosi': Il nostro rapporto è strano, tu sparisci, non ti fai sentire..non è un rapporto per come lo vedo io e lo sento molto "univoco". Non ti chiedo, quindi, di farti sentire..perchè, se non lo fai,  significa che non hai- semplicemente- voglia di farlo. Ti invito solo a capire che cosi' io scappo e di non meravigliarti se cio' avviene.

..E quando io scappo non c'è mai un ritorno. Fuggo, svanisco, non lascio tracce. Quando poi non compaio piu..solitamente vengo cercata. Ricordo proprio questo mio amico che tento' in tutti i modi di recuperare il rapporto..una volta mi venne a prendere di notte a casa per portarmi in giro in motorino. Una di quelle improvvisate che a me fanno impazzire. Il rapporto non l'ho mai piu voluto ricucire a fondo. Ci telefoniamo una volta ogni mese circa..e mi sta bene cosi'.

L'accettazione dell'altro è la base di ogni rapporto a mio avviso. C'è gente che passa il tempo a dirsi "perchè non mi porta qui?" "perchè non mi dice questo?" "perchè non fa quest'altro?". Nella mia analisi spiccoila da 4 soldi ho capito che queste domande sono ridicole e semplicemente..inconcludenti.
Se io voglio qualcosa e questo "qualcosa" non ce l'ho..reagisco di conseguenza. Te lo posso far notare una volta al massimo..ma poi, semplicemente, accetto o non accetto cio' che ho dinanzi. Fuggo o rmango. In base a quanto questa cosa mi fa stare bene/male.

C'è una canzone che è precisa testimonianza di come io vivo un rapporto: Jupiter Crash.
Lo Jupiter crash fu l'impatto di una stella con la superficie di Giove nel 1994. Chi l'ha visto racconta che sia stato davvero uno spettacolo unico. Questa canzone ( che sto ascoltando proprio ora ) parla di un uomo che porta una donna a vedere lo Jupiter Crash che, in realtà, è l'analisi del loro rapporto. La donna quindi osserva il loro "jupiter crash" e ne rimane delusa dicendo "era questo? Era questo l'impatto di Giove? Non è quello che mi aspetavo, lo sai..."  e se ne va Perchè l'impatto è stato bello ma finito in un baleno.
Ogni rapporto è uno "Jupiter crash"..puo' far rimanere a bocca aperta, deludere, sorprendere, avvolgere, intristire. Basta saperlo osservare e prenderne le giuste misure.

Proprio di recente stavo analizzando un rapporto che ho avuto. E' stato un sublime "Jupiter crash"..di quelli che rivedresti tutta la vita nonostante sia già finito lo spettacolo. Di quelli che ti fa rimanere accanto all'uomo a guardarlo e guardarlo ancora...magari con una sigaretta in bocca e un cornetto nell'altra mano, di quelli del bar "sotto casa" che fa un cappuccino "estremo".

Un Altro "Jupiter crash", invece, mi da sensazioni totalmente diverse. Se dovessi analizzarmi direi che sono in piedi, con il naso all'insù e guardo il tutto con un sorriso ironico. Immagino lo scenario della canzone e, alla fine dell'esplosione, non sono nè sbalordita, nè delusa, nè..niente. Non mi allontano ma mi dirigo sola verso l'acqua a bagnarmi i piedi e giocherellare da sola con gli schizzi.

Un Altro Jupiter Crash, invece, mi inorridisce. Non è affatto cio' che io immaginavo. Sono cosi' delusa che non ho neppure la forza/voglia di arrabbiarmi con chi me l'ha fatto vedere. Non dico una parola, volto le spalle e vado via. Senza mai rigirarmi.

Il Bello di questa canzone è che comincia con le onde del mare di sottofondo e conclude con una frase che è sbalorditiva "..e lei se ne ando' con la notte che le girava intorno, per lo piu a causa della gravità".
Me la fece conoscere proprio quel mio amico a cui accennavo prima..
Lui che ammette come fra di loro ci sia una sorta di attrazione quasi chimica...lei che gli dice di dimenticarsi per un attimo delle stelle, addolcendosi un po'. Poi analizza cio' che gli si presenta dinanzi agli occhi che dovrebbe sbalordire chiunque ma che, ivece,..non la sorprende affatto. E con le onde del mare se ne va . Il bello è che non mette il sentimento che prova lei, non parla proprio se è arrabbiata, delusa...è una semplice, semplicissima analisi che le fa dire poche parole "Era questo? non era quello che volevo..". E *puff* svanisce.

Ecco quando parlo di totale accettazione. Piu o meno totale. Molti analizzando i loro "jupiter crash" pretendono, perfino, di cambiare pianeta o stella di impatto. Che non avvenga nell'universo ma che sia piu vicino, che non faccia luci azzurre ma luci rosse...
Io ho smesso, onestamente, di voler modificare le realtà in base a come le cose piacciono a me. Da piccola sostenevo che avrei cambiato gli altri e che, con me, tutto sarebbe diventato color rosa. Che i buoni sarebbero diventati con me ancor piu buoni e che i malvagi avrebbero scoperto la luce..Mi mancava uno scettro alla "sailor moon" credo e l'immagine di "eroina salvamodno" è molto simile.

Dovevate conoscermi. Ero uno zucchero dolce dolce. Di una smielosità spaventosa. Poi ti accorgi che il mondo è nero, nerissimo. Che di rosa c'è poco o nulla e che nemmeno tu sei poi cosi' "rosa". Che non vuoi salvare nessuno, non vuoi insegnare nulla.. perchè come cantavaqualcuno nel suo grido disperato "Ognuno la vita la impara da sè".
Alcuni vogliono impararla, altri - invece- si limitano a subirla totalmente senza muovere alcun filo.

A questa gente, nel mio piccolo grido, io invito ad esistere. Vivere è cosi' tremendamente noioso....e rende cosi' tremendamente noiosi.
Esistete.

Non disturbate la fata è una stella che cade


P.s.= Chissà come gli altri vedono gli "Jupiter crashes" con me...chissà. Sarebbe divertente scoprirlo.

Jupiter Crash

The Cure




She follows me down to the sound of the sea
Slips to the sand and stares up at me
“Is this how it happens?
Is this how it feels?
Is this how a star falls?
Is this how a star falls?”

The night turns as I try to explain
Irresistible attraction and orbital plane
Or maybe it's more like a moth to a flame?
She brushes my face with her smile
“Forget about stars for a while...”
As she melts

Meanwhile millions of miles away in space
The incoming comet brushes Jupiter's face
And disappears away with barely a trace

“Was that it?
Was that the Jupiter show?
It kinda wasn't quite what I'd hoped for, you know”
And pulling away, she stands up slow
And round her the night turns
Round her the night turns...

Yeah, that was it
That was the Jupiter Crash
Drawn too close and gone in a flash
Just a few bruises in the region of the splash

She left to the sound of the sea
She just drifted away from me
Yeah so much for gravity



Impatto Di Giove

Mi segue fino a sentire il suono del mare
Scivola sulla sabbia e mi fissa dal basso
“E’ così che succede?
E’ questo che si prova?
E’ così che cade una stella?
E’ così che cade una stella?”

La notte cambia quando provo a spiegarle
L’irresistibile attrazione e il piano orbitale
O forse somiglia di più ad una falena che si avvicina ad una fiamma?
Mi sfiora il viso col suo sorriso
“Dimentica le stelle per un attimo…”
Mentre si addolcisce

Nel frattempo a milioni di miglia di distanza nello spazio
La cometa in arrivo sfiora la superficie di Giove
E scompare lasciando a malapena una traccia

“Era quello?
Era quello lo spettacolo di Giove?
Non era proprio quello che sperassi, lo sai”
E allontanandosi, si alza lentamente
E intorno a lei la notte gira
Intorno a lei la notte gira…

Sì, era quello
Quello era l’impatto di Giove
Attirato troppo vicino e finito in un baleno
Lasciando solo qualche ammaccatura nella zona del tonfo

Se ne andò al suono del mare
Semplicemente si allontanò da me
Per lo più a causa della gravità



Note :
Il “Jupiter Crash” descritto nella canzone è quello che avvenne fra i frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 e la superficie di Giove il 16 luglio del 1994; a detta di chi vi ha assistito, è stato un raro e spettacolare evento, visibile anche mediante telescopi poco potenti (seguito da 21 impatti successivi durati fino al 22 luglio).






Questo post, invece, è meno recente...


Sono a Villa Torlonia..ho deciso di portare il pc oggi, pesa un sacco nella borsa dell'università.

Avrei tante cose da raccontare..come la mia "prima volta" all'Art cafè o le ballate sensuali di Roby che per me è pura musica. Dovrei raccontare che ho letto male l'orario della Messa di P. e mi sono ritrovata ad entrare mentre tutti i miei amici erano fuori..chi triste, chi disperato, chi indifferente.
Nella Chiesa mi sono seduta con calma ed ho preso il libro delle canzoni posto davanti a me. Ho sfogliato ogni singola pagina appurando che ne conoscevo un'ottantina su cento.
Quando l'ho richiuso, sono uscita. Sono rimasta fuori ad aspettare un po', avevo chiesto a qualcuno di venirmi a prendere ma avevo bisogno di focalizzare a fondo quelle scale, in realtà, deserte.
Cosi' ho preso a camminare verso casa per poi farmi salvare da una mia amica.

Sono stati giorni strani. Giorni in cui ero di una calma quasi esasperante. Avete presente com'è calma una tigre quando si muove fra l'erba per adocchiare una preda? Piu o meno era la stessa calma che avevo io, con quel briciolo di adrenalina nello stomaco.

Ieri sera ho riflettuto a lungo su quello che mi sta succedendo. Penso ad una canzone che si chiama "new born". Piu o meno il senso che sto vivendo è proprio questo. Non so perchè, ma mi sento piu cattiva. Piu incazzosa..perchè no? Anche piu vendicativa. Sono sempre stata una "diplomatica", uno dal "compromesso" piu o meno o una che prende e se ne va se qualcosa non le piace.

Ho navigato gli ultimi mesi nella paura di ogni cosa. Chiudendomi per lo piu in silenzi solitari come mio solito. Diciamo che anche dei silenzi mi sono parecchio rotta il cavolo.

Anni fa qualcuno qcantava: La mia anima è piu vera della maschera che porto.
Piu o meno è questo il senso..con un bel "Vaffanculo" in allegato come la stessa canzone cita...


In tutto cio', lei ne ha fatta un'altra delle sue: E' assurdo come si abbassi la guardia un istante e ,dunque , veniamo sonoramente inculati. Ringrazio il mio "sesto senso" per non averle dato quella lettera. Lo ringrazio ogni giorno. Purtroppo quando una persona mi "tradisce" come ripeto sempre..io divento molto cattiva. Con lei, in realtà, devo ancora attuare la mia cattiveria: Ho sempre ritenuto che ci sia una sorta di giustizia e che cio' che facciamo ..ci ritorna indietro. In questi giorni ne sono fermamente convinta poi per quanto riguarda me. "Pago" cio' che ho fatto. Oserei dire che me lo merito perfino ed ho l'auto-critica di capirlo.

 Ro' l'altro giorno ha detto una frase fantastica "le persone cattive...dobbiamo tenerle lontane". Quanto ha ragione. Ed entrambe ci siamo date il promemoria del "Mai piu abbassare la guardia con i cattivi". Con lei soprattutto poi.

C'è chi spreca parole per definire qualcuno: "stronzo/a, bastardo/a, egoista, figlio/a di puttana..". Io mi sono sempre limitata ad una parola "Cattivo/a". Non c'è bisogno di altre parole. E' cattiveria, per me, chiedere soccorso e non ricevere risposta. E' cattiveria, per me, approfittare della buonafede altrui o delle "seconde possibilità" che si concedono. E' cattiveria per me pestare gli altri per se stessi.



Non disturbate la fata..io non lo farei.







 

Battito d'ali di FataYram ***  giovedì, 08 maggio 2008 *** 23:34
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Un mese.

Nel mio mondo siete fra: la realta amara



Questo post sarà poco chiaro ( che novità? ) perchè prendero' spezzoni di pensieri e già salvati su word e che, con uno strano scherzo del destino, ritornano.

Stamattina mi sono svegliata con strani allo stomaco. La classica giornata che comincia male, la classica mattina da "piede storto", la classica giornata di "sesto senso".
Comincia cosi', con una sveglia improvvisa, un ricercare in fretta i vestiti ed uscire. Comincia cosi'.
Si ritorna..eppure si hanno sempre strane fitte alla pancia. Mi sdraio sul letto e guardo il soffitto. Il tempo scorre ed è già sera.
Non sono mai stata "vivace" nel leggere il telefonino se arriva un sms, eppure da quando ho perso la scheda ogni messaggio, ogni "beep beep" è un "zompo" per recuperare numeri smarriti.

Quando ho preso il cellulare avevo un sorriso nonostante le fitte. Quando l'ho ri-abbassato, stavo fissando il vuoto. " 23 Aprile Messa per P. Ore 19 a S.Ippolito in Roma. A Cs invece S. Annunziata ore 10, Avellino ore 18 S. Maria....".
Sono già fuori. Ci vuole ossigeno. Non mi soffermo sulla data ma mi soffermo sul "quando" ...è un mese. Nei miei calcoli poco razionali quasi dimentico che oggi è 22..ragiono su giorni settimanali e rifletto che ho ancora tempo per pensarci.

Cammino solitaria per le strade del quartiere. Mi fermo in un Bar, un bar che mi strappa un sorriso ed ecco che prendo un cappuccino. Lo sorseggio piano e il cellulare da nuovi segni di vita. Un numero che non ho ancora memorizzato e che mi incuriosisce.
Pronto?
...Mary?
...K?

..Se c'è uno strano filo io non posso che meravigliarmi di come sia beffardo. Ogni sera che sono pensierosa ecco che mi arriva una sua chiamata inattesa.
Cammino al telefono con quello che era il mio piu caro amico. Parliamo di sogni, di pensieri, di speranze.
Passo sotto casa del suo migliore amico e, al telefono con lui, premo forte il citofono per poi fuggire come una ragazzina.
Gli racconto dei miei guai, gli racconto dei miei errori. E lui, come sempre, è molto "minimal" nelle osservzioni "...viviteli. Fanno bene. Fai follie". Sorrido ancora.
Mi lascio avvolgere da vicoli notturni mentre in cielo c'è una luna che..mette i brividi per quant'è bella.
Dimentico quanto l'ho odiato per un po', per puro egoismo di "fare due chiacchiere" notturne. Un sottile dejavù.

Parlando passo dinanzi ad un uomo appoggiato ad un portone. Lo supero. Ed ancora il mio sesto senso mi fa voltare, fermandomi.
Noto che si sta masturbando dietro di me pedinandomi. Mi supera abbassando la testa sentendomi parlare al cel. ed io, agghiacciata, cambio strada ritornando nella via principale.
Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se non fossi stata al telefono.
K. dice di non farlo preoccupare..ed io ritorno in piazza fra la gente. Sorrido ripensando con lui alla frase che qualcuno mi diceva sempre "No tranquillo. Sono solo in un vicolo buio, circondata da sconosciuti ubriachi ma tu..tranquillo" facendomi il verso. Ricordiamo insieme questa persona. Mi chiede com'è diventato fisicamente. Non so che rispondere.

Chiudo con K. mentre sto rientrando nel portone e prendo l'ascensore. Mi fa sempre paura l'ascensore da quando girava quel maniaco che colpiva le donne nei portoni. E' l'unica cosa che, non so perchè, mi spaventa. Paradossalmente mi sento piu protetta in una strada che non a casa mia. Un "miao" da gatta selvatica ci starebbe bene ora.

Mi butto sul letto e parlo un po' con qualcuno e poi al tel. con Roby. Pochi minuti in realtà e dunque mi metto alla finestra ad osservare quella fantastica luna.
Rifletto che non entro in una Chiesa da...nonricordoquando.
Sorrido per via del litigio che ho fatto con dio e ripendo a come, dieci giorni fa, mi ritrovavo su una panchina sola a piangere e - senza accorgermene - dissi un soffocato "Dio aiutami".
Me ne sono pentita subito dopo. Mi ero ripromessa che sarei ritronata da lui mai per bisogno..ma solo per pura volontà. Mi faccio problemi di forma anche con dio...ma il nostro rapporto è molto "confidenziale". Siamo in una sorta di "pausa di riflessione". Arrivero' un giorno che diro' "Bella di'...abbiamo litigato ma dai, basta..come ti butta?" . Sorprenderà ma pregavo cosi' piu o meno otto anni fa.

Penso che domani è già arrivato e che, in pratica, non ho tempo per pensare. So già che sarà uno strazio e rifletto che neppure al funerale sono andata ( per volere della cara neve meridionale ), che da qualche goirno riuscivo a non pensarci e vedere la concretezza di una messa forse mi riporterà alla realtà delle cose.

Credo che dovrei chiedere "supporto" ma credo anche che, come sempre, non lo faro' per il timore di non riceverlo.

Penso un po' a lei..a come non le ho dato la mia lettera. L'ho incontrata per caso sotto il portone, sapevo che era tornata. Mi ha accompagnata a prendere le sigarette e...sono ritornata a vederla, nonostante il suo dolore, con gli occhi di chi ha messo un "punto" fermo su qualcuno, un punto che non viene cancellato neppure dinanzi alla morte.
Del resto io una lettera non l'ho mai ricevuta. Una come questa:

Laura Bono
Valeria


Raggio di sole scalda il freddo di un mattino
Trafigge il buio intorno e arriva dentro me
Accende quei ricordi in cui ridiamo insieme
Come matte forse, senza mai un perché
Noi due amiche sempre inseparabili
Valeria è chiusa adesso non vuol più parlare
Di quella storia che la fa soffrire e poi
L'ombra di un sorriso che non può bastare
A nascondere le spine tra di voi
Di un amore che fa tanto male
Valeria credimi è solo un errore
Lui che non sa cosa vuol dire amare
Sei un passatempo o forse una pazzia
Confusa ingenua ti trascina via
La vita a volte non si fa capire
E rende cieca pure la ragione
Prometto ti vorrei proteggere
Tu che ami sempre senza regole
Valeria piange adesso non sa cosa fare
Se quella storia poi le ha calpestato il cuore
Incerta immobile non cerca una ragione
Dolce amica sempre inseparabile
Non fuggire prova a ripensare
Valeria scusami è solo un errore
Da quella sera non so più che fare
Se è stato un gioco o forse una bugia
Che ti ha ferito, è solo colpa mia
La vita a volte non si fa capire
E rende cieca pure la ragione
Prometto anch'io vorrei comprendere
Questo mio mondo senza regole
Oh no, oh no
Ti prego dai
Non fare morire
L'amicizia tra di noi
Valeria scusami è solo uno sbaglio
Per lui ho distrutto tutto nel tuo orgoglio
Potessi giuro non lo rifarei
io quella sera non cercavo lui
Valeria adesso basta di soffrire
Per una storia che non può cambiare
II cielo è sempre sopra gli occhi tuoi
É l'infinito dove volerai
Raggio di sole frutto di un mattino
Riscalda un attimo che accende il cuore
Si sciolgono i pensieri liberi
Su questa lettera che forse un giorno
Ti scriverò


Non disturbate la Fata..ha i pugni stretti.





 

Battito d'ali di FataYram ***  mercoledì, 23 aprile 2008 *** 05:11
***commenti (3)***

 



Basta.

Nel mio mondo siete fra: la realta amara




Entro in una macchina...e si frantuma la collana che presi una sera con lui sul lungomare. Amen...vado avanti.

Perdo il cellulare. Con i suoi ultimi messaggi. Con tutto cio' che me lo faceva sentire vivo...

E no..non ce la faccio. Non ce la faccio.

Vado in bagno..mi chino in ginocchio sul lavandino e..piango. Piango come una disperata. Poi asciugo le lacrime...mi guardo allo specchio : Si vede che ho pianto.
Provo a rientrare a testa alta ma..non ce la faccio.

Rivivo i messaggi che ho perso. Rivivo quel numero che non riavro' piu.
E che resta da fare?
Mi chiedo...che diamine resta da fare?

Non rimane nulla. Nulla.
Tutto è cancellato in una fottuta scheda sim. Rimarrà il ricordo? Io sono una che dimentica. Io dimentico tutto. Cancello. Elimino.
Volevo quei messaggi. E quei messaggi non li avro' piu. Già faccio fatico a ricordarli. Già ora..
Ho perso un anno della mia vita in quel telefono...già lo so.
Non voglio senitire che rimangono i ricordi..è un discorso che non vale verso una che dimentica ogni cosa.


Non è giusto. Non  è giusto.
Non ce la faccio piu.

Non è giusto.


Non disturbate la fata..sta piangendo.




 

Battito d'ali di FataYram ***  lunedì, 14 aprile 2008 *** 05:34
***commenti (3)***

 



Occhi bassi..

Nel mio mondo siete fra: pensieri




Ci sono cose che non mi so spiegare a fondo. Penso di soffrire di una sorta di iper-sensibilità in questo periodo. Oggi sono scoppiata a piangere riabbracciando Lauretta. In Metro ho avuto uan sorta di attacco di panico, tanto che la guardia mi ha portato acqua e zucchero.
Quando ho rivisto Lauretta, mi sono totalmente abbandonata nell'abbraccio e..piangevo. Non c'era un motivo valido, ero solo felice di abbandonarmi per un po' a qualcuno incondizionatamente.
Penso sia l'unica che, in questi dieci giorni, mi ha vista piangere effettivamente. Non ho resistito. Sentivo quell'ansia che sale dallo stomaco e che non puoi fermare.
Ho portato con me quest' ansia tutto il giorno, riprendendomi pian piano in sua presenza.


Come ho sempre detto io sono molto restia al contatto fisico. Sentire il suo abbraccio, la sua carezza sulla mano o, semplicemente, il suo tenermi la schiena entrando in farmacia...mi ha fatto sentire sottilmente protetta. Per me che sono cosi' restia al contatto fisico, basta poco. Molto poco. Sembrava una sorta di sorella che si prendeva cura di me. Mi accompagnava a pulire il cappotto, a cercare anti-dolorofici, sembrava non volesse perdermi di vista un solo istante. Protetta.


L'altro giorno ho usato Valentina come “sacco” ( citazione di NonChiamare ). Stavo parlando al telefono e lei ha alzato l'altra cornetta dall'altra parte chiedendo - “davanti” al mio interlocutore – quanto ci mettessi per chiudere. E' una cosa che mi ha fatto saltare totalmente i nervi, probabilmente mi ricorda mia madre quando lo faceva.
Appena ho chiuso è scoppiata l'apocalisse in questo appartamento. Ci siamo messe ad urlare come delle pazze..io piu di lei. Alla fine lei piangeva. Ed io mi sono chiusa in camera. Le ho detto parole durissime per una...cazzata.
Alla fine mi ha spedto un messaggio “so che è un brutto momento..per me è tutto ok. Stai tranquilla”. Il giorno dopo le ho chiesto scusa.
Sfogare concretamente la rabbia con qualcuno penso mi abbia riportato sottilmente indietro.

Ieri, infatti, (oltre al pianto con Lauretta ) sono andata con Roby al branca. Quando, stanca per i tacchi, mi sono seduta..ho risentito lo stomaco che saliva. Ho fatto un profondo respiro e sono andata a prendere un Long Island. Roby non si è accorta, credo, di tutto questo. Come dicevo ieri ad “Altrove” sono abbastanza brava a contenere le emozioni...poi esplodono alle volte.

Quando sono tornata a casa ero..distrutta. Sono stata un po' alla finestra ed un po' ad ascoltare musica. Erano le cinque di notte ed ero sveglia come se fossero le dieci di sera.
Ho guardato fuori ed ho visto due miei conoscenti che passavano. Sono rimasta ad osservarli fino a che non sono svaniti. Questi due sono molto amici da quel che ricordo e li vedevo camminare vicino, l'uno accanto all'altra.



E,alla fine della mia nottata che è durata fino alle 8,00, mi sono addormentata con un pensiero. Una persona mi ha detto una frase che è arrivata dritta dritta allo stomaco. Ho avuto uno strano dejavu' a risentirla. Ho chiuso gli occhi un istante e pensavo soltanto a quel “Poverina” che veniva ripetuto costantemente 13 anni fa.
La frase che stamattina mi hanno dedicato è stata
“mi fai un po' pena sai...?”. Ci ho riflettuto mezzoretta prima di addormentarmi. In realtà me la ripetevo nella testa come quella di 13 anni fa. Non ho pensato a nulla di concreto o degno di essere annotato. Mi ripetevo solo quella frase costantemente.

Per questo il piu delle volte piango sola, tendo ad agire da sola, preferisco cadere e rialzarmi da sola.
Se devo analizzare i miei errori mi ritrovo a valutare come si, effettivamente mi sono fatta pena da sola. Ho fatto venire meno il mio principio base: Cadi. Rialzati. Non chiedere aiuto a nessuno. Lezione imparata dal vecchio amico K.
A volte, che ci posso fare, è complicato. Semplicemente complicato.

Pensavo al “conoscersi”, a come non smettiamo mai di conscerci. Già il fatto di chiedere aiuto per me è stata una sorpresa nel mio solito modo di fare le cose. Roba da fuochi di artificio. Mi sto tuttora conoscendo. Che palle sarebbe non sorprenderci mai neppure di noi stessi.

E, a proposito di conoscersi, oggi ho fatto un pensiero: Mentre prima odiavo l'egoismo del suicidio, odiavo chi l'avesse compiuto..con tutta me stessa, oggi – invece- ho incominciato vagamente a comprenderlo.
Questo mi ha fatto ritornare il dolore allo stomaco e, poiché con le altre tutto questo sta diventando un argomento tabu', ecco che ho ricercato conforto in Carlo. Singhiozzavo al telefono come una scema, tanto che lui non riusciva a capirmi quando parlavo o tentavo di farlo.
Mugugnavo parole, annuivo alle sue senza rispondere per poi abbassare lo sguardo sentendo “tu sei espressione di vita”. Me l'ha ripetuto piu volte e, come la frase di ieri, non riesco a farmela passare dalla testa stanotte.

 



Sono le 4 dii notte e credo di aver pianto troppo negli ultimi giorni: Mi si chiudono gli occhi. Poco fa sono uscita per prendere le sigarette e, rientrando, ho fatto una cosa strana: Ho alzato gli occhi alla mia finestra accesa. Ho immaginato come mi vedrei, come vedrei una ragazza che cammina da sola all'una di notte con un pacchetto di camel lights in mano, come mi sarei vista in quel preciso istante. E' stato come pormi uno specchio davanti: Analisi accurata di me stessa.

Sono stata cinque minuti ferma con il naso all' insù e so cosa avrei pensato: T
'oh guarda quella tipa, sarà uscita di fretta e furia per prendere le sigarette. Si vede dato che tiene gli occhi bassi come se non fosse perfettamente a posto. O sta semplicemente pensando un po' tristemente. Si è sempre tristi quando si tengono gli occhi bassi. Mi ricorda quella canzone “Occhi bassi” dei tre allegri Ragazzi Morti. “Occhi bassi, quando cammini, dentro ai piedi che tesoro hai? Occhi bassi quando cammini dritto in faccia non mi guardi mai! E hai pianto per un film o hai chiuso da poco..con chi non ti ha capita e forse non ti capirà mai..occhi bassi dritto in faccia non mi guardi mai!” (si, sicuramente avrei canticchiato ). Chissà che sta pensando. E , che buffa, preferisce fare lo slalom tra le macchine parcheggiate nel viale invece che attraversare sulle strisce..cosi' allunga.
Ecco qua..è senza chiavi di casa. Ah no! Ce le ha! Credo abbia sottilmente paura, si sta guardando intorno prima di entrare ma fa tutto con estrema calma.
Sparita dalla mia vista: Ciao ragazza occhi bassi!


E qui ho pensato alla frase piu importante che mi ha detto Carlo in tutto il discorso che mi ha fatto. E mi sono chiesta che diamine di fine avessi fatto in tutto questo tempo...Ed è solo in questo che, effettivamente, dovrei provare vagamente pena.





Stamattina mi sono svegliata con un Message in a bottle:
Dopo una telefonata di “se e ma”, di “io posso innamorarmi”, “viaggi insieme” e dopo un w.e. Di silenzio ecco che giunge :
Ciao bella calabrese! Che fai? Io sono in pausa lavoro. Ricordi che avevi detto di chiamarti se avevo voglia? Ecco..diciamo che ho una “certa” voglia. Sei libera stasera?

Ecco come tutte le pippe mentali svaniscono ragionando con il pisello e lasciandosi piu o meno andare a cio' che si vuole. Quando ho letto questo messaggio non ero né felice, né contenta, né illuminata da chissà quale visione astrale. Non ero neppure offesa, inorridita, sconvolta. Ero..boh.."indefinibile".
Ho esordito al telefono con Roby dicendo “Il prossim ragazzo che mi dice che NOI donne siamo strane..giuro gli stacco il pisello!”.


Sto altalenando fra indecisioni, fra mai prese di posizioni, fra “indefinibli”, fra mille paure.. e non posso fare a meno di chiedermi se, alle volte, ragionare con il pisello non sia la soluzione effettiva dato che i ragionamenti mentali non portano assolutamente a nulla.
Negli ultimi tempi ho sentito:
“Ti voglio ma..” “Non so cosa fare” ..”Ho paura di...” ..
E, ancora mi domando, in tutti questi pensieri di se e di ma...forse gli uomini non ragionano piu neppure con il pisello perchè non hanno i coglioni?


E, come diceva Carlo, io non avro' coglioni ..ma ho di certo unghie e solitamente i segni li lascio. Almeno due-tre volte l'ho fatto. Roba eccitante..ma credo che poi facciano anche un po' male.


Non disturbate la fata..ha gli occhi bassi..per affilare le unghie.

 

Occhi bassi - Tre allegri ragazzi Morti.

 

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non tha capita e forse non ti capir mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai

Uh uh uh uh uh uh uh

Occhi bassi, pelle di neve
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai

Dice che ha le gambe corte
Non ha preso da sua madre
Suo padre chi lo vede, suo padre

Quando finir la scuola poche cose da imparare
Alcune le hai gi viste, alcune da provare:
Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rockn roll
La parola chiave la decidi tu

Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo fuoco, gioco, ciao, rockn roll
La parola chiave la decidi tu

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non tha capita e forse non ti capir mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai




Ecco che qualcuno, il mio altrove, mi da ancora speranza per il genere femminile in questo precisto istante in cui avevo pubblicato. Stupore piacevole, esattamente quello che avevo in testa:



(17.59)PaNoPtIcO: okki bassi..
(17.59) Mary § tsa tsa t: dritto in faccia non mi guardi maiiii (8)
(17.59)PaNoPtIcO: chissà chi te l ha insegnata questa canzone
(17.59) Mary § tsa tsa t: Roberta :P
(17.59)PaNoPtIcO: bugiarda!
(17.59) Mary § tsa tsa t: giuro!
(17.59)PaNoPtIcO: !?
(18.00)PaNoPtIcO: dici sul serio!?
(18.00) Mary § tsa tsa t: senti stavo pensando una cosa e mi serve un parere maschile
(18.00) Mary § tsa tsa t: (si!)
(18.00)PaNoPtIcO: ma vedi che l ascoltavo io nell 99
(18.00)PaNoPtIcO: che delusione
(18.00)PaNoPtIcO: pensavo ti riferissi a me
(18.00)PaNoPtIcO: bah...
(18.00) Mary § tsa tsa t: l'avevo già sentita in effetti..ma roby mi disse il titolo e chi la cantava :P
(18.00)PaNoPtIcO: fanculo.
(18.01) Mary § tsa tsa t: daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! :P
(18.01)PaNoPtIcO: io li ho conosciuti a napoli
(18.01)PaNoPtIcO: quindi roberta andasse a farsi fottere
(18.01) Mary § tsa tsa t: ahahahhahahha ok ok! ma a te do il merito di Morgan cmq!
(18.01)PaNoPtIcO: me ne frego
(18.01) Mary § tsa tsa t: ahahhhahahhah che scemo :P
(18.02) Mary § tsa tsa t: allora mi dai un parere breve e inciso su un pensiero che ho?
(18.02)PaNoPtIcO: si ma sono ancora preso da sta storia dei tarm
(18.02) Mary § tsa tsa t: tarm?
(18.02)PaNoPtIcO: vedi?
(18.02)PaNoPtIcO: i tarm sono i tre allegri ragazzi morti
(18.02) Mary § tsa tsa t: ahahahahhahahhah!
(18.03)PaNoPtIcO: nel 99 roberta non aveva nemmeno i ricci
(18.03) Mary § tsa tsa t: AHAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHHA
(18.03)PaNoPtIcO: io invece nel 2000 in un bar con renata li ho conosciuti
(18.03)PaNoPtIcO: ed erano scalzi xche faceva caldo
(18.03) Mary § tsa tsa t: ok! allora direi che tu me li hai messi nella testa!
(18.03)PaNoPtIcO: ohhh
(18.03)PaNoPtIcO: finalmente
(18.03)PaNoPtIcO: ora dimmi il tuo problema
(18.04)PaNoPtIcO: (devo ricoverarmi)
(18.04)PaNoPtIcO: su spara..
(18.04) Mary § tsa tsa t: (???ricoverarti? eh?O__O°)
(18.04)PaNoPtIcO: (inerente a prima x sta storia dei tarm)
(18.04) Mary § tsa tsa t: (scemo! )
(18.04) Mary § tsa tsa t: dunque:
(18.04)PaNoPtIcO: eh
(18.05) Mary § tsa tsa t: nell'ultimo periodo sto altalenando fra mille seghe mentali maschili: "Ho paura di innamorarmi"..."Non so cosa voglio"..."Ti voglio ma..." che determinano le classiche situazioni "indefinibili" che si trascinano ad oltranza: Gli uomini anche ragionano troppo.
(18.06)PaNoPtIcO: eh..
(18.06) Mary § tsa tsa t: paradossalmente ragionando troppo con la testa eliminano anche le parti bassi che, all'inizio, sono la "molla scatenante" di tutto...e dunque mi chiedevo:
Gli uomini non ragionano piu neppure con il pisello perchè...non hanno coglioni?
(18.07)PaNoPtIcO: hai fumato?
(18.07) Mary § tsa tsa t: ahahhhahhahhaha
(18.08)PaNoPtIcO: cioè non ho capito la domanda
(18.08)PaNoPtIcO: formulala meglio x la mia povera testa
(18.08) Mary § tsa tsa t: che gli uomini non ragionano piu manco con il pisello perchè hanno paura perfino di questo
(18.08)PaNoPtIcO: in che senso?
(18.09)PaNoPtIcO: non ti capisco
(18.09)PaNoPtIcO: gli uomini hanno paura del loro pisello?!
(18.09) Mary § tsa tsa t: nel senso che si fanno mille pippe mentali anche per questo!
(18.09)PaNoPtIcO: ah
(18.09)PaNoPtIcO: la maggiorparte si,l ho notato negli spogliatoi di calcio
(18.09) Mary § tsa tsa t: ecco! lo vedi! Lo penso anche io!
(18.09)PaNoPtIcO: hanno il complesso del coso si
(18.10)PaNoPtIcO: x me basta usarlo bene..cmq
(18.10)PaNoPtIcO: cmq pure tu che ti fai ste domande...
(18.10) Mary § tsa tsa t: Complessi di pisello a parte.. io lo analizzavo sotto il punto di vista di rapporti..cioè...se io ho mille pippe mentali o paure..comunque poi se ho VOGLIA di qualcuno..mi faccio trascinare da questa voglia.
Loro hanno paura anche di questa voglia!
(18.11)PaNoPtIcO: mica tutti...
(18.11) Mary § tsa tsa t: no, sicuramente non tutti..generalizzo per facilità comunicativa!
(18.11)PaNoPtIcO: ok
(18.11)PaNoPtIcO: vuoi che ti dica la mia?
(18.11) Mary § tsa tsa t: certo!
(18.11)PaNoPtIcO: a me
(18.11)PaNoPtIcO: una cosi'
(18.11)PaNoPtIcO: mi stupirebbe solamente di piacere
(18.11)PaNoPtIcO: punto
(18.12)PaNoPtIcO: giovanna direbbe che sono il solito maiale
(18.12)PaNoPtIcO: io la vedo cosi'
(18.12)PaNoPtIcO: stupore piacevole
(18.12) Mary § tsa tsa t: ma no! E' vero! cioè...se soprattutto all'inizio è questa la molla scatenante..se non ci facciamo trascinare da questo..che diamine puo' trascinarci a compiere "follie"?
(18.13)PaNoPtIcO: a me lo dici...
(18.13) Mary § tsa tsa t: si in effetti dirlo a te non ha senso considerando come sei fatto!
(18.13)PaNoPtIcO: tiè ascolta una buona musica anni 80 che ti ripiji
(18.13)PaNoPtIcO: come sono fatto!?
(18.14)PaNoPtIcO: lascia stare immagino la risposta
(18.14)PaNoPtIcO: cmq..
(18.14) Mary § tsa tsa t: è una bella risposta!
(18.15)PaNoPtIcO: soddisfatta della risposta al tuo quesito?
(18.15) Mary § tsa tsa t: abbastanza!


 

Battito d'ali di FataYram ***  lunedì, 07 aprile 2008 *** 17:45
***commenti (2)***

 



Silence.

Nel mio mondo siete fra: pensieri


Questo post è di una settimana intera. Ho passato il tempo a scrivere...ora è tempo di pubblicare.



Quando si ha un po' di forza, tendiamo a donarla. Io tendo a donarla.
In realtà non ho forza, non ho risolto nulla ma fingo di averla. Fingere di essere forte è una delle cose che mi riesce meglio. Lo fingo anche con me stessa, sono un'eccellente bugiarda.

Ma, effettivamente, se ho avuto la forza di rispondere ad un “s.o.s.” significa che qualcosa di buono sta succedendo.

Ho invitato un amico a cena da me, stava giu. Ho cucinato il piatto che so fare meglio ed abbiamo chiacchierato un po'. Penso che anche lui stesse meglio, non so se per me o per il pesce. Il pesce cucinato, non il suo pesce.

Mentre commentavamo un po' di Tv è arrivato un messaggio: “Ho sentito Roby, penso non stia bene. Passa da lei se puoi”.
Mi sono scusata gentilmente con questo mio amico che, capendo la “mission impossible” da compiere, mi ha dato l'ok per cominciare l'opera.
Ho comprato due birre da quello che ormai è il mio confidente di quartiere: Il pizzaiolo dinanzi casa mia. E' una persona adorabile e, per giunta, mi regala sempre una crocchetta..motivo che lo rende ancora piu adorabile. Mi stava raccontando di come, dopo una brutta esperienza, ha smesso lontanamente di provarci con le clienti quando ho ricordato che, quella notte, dovevo vestire i panni di “Salvatrice di amiche in difficoltà” ed ecco che, anche con lui, mi sono gentilmente scusata e ho ripreso il mio cammino con le birre che urtavano fra loro nella busta.

Roby ha un pessimo vizio: Non apre al citofono di notte se è sola a casa e quindi, con una tacca di batteria, ho dovuto chiamarla:
“Qualcuna mi ha detto che c'è bisogno di supporto...”
“....”

“...Apri questo portone, sono armata di birre!”.

Quando me la sono ritrovata davanti..ho avuto uno strano dejavu: Era li', sulla soglia della porta, sola in casa, con gli occhi di gonfi di lacrime ed ancora piu commossi dall'avermi davanti.
Se mi avessero dato uno specchio Giovedi', Venerdi e Sabato sera ero piu o meno simile, lei ha gli occhi azzurri pero' ed i boccoli biondi e una taglia di reggiseno in piu dell mia!
La differenza era che lei aveva la forza di chiedere aiuto o di mandare un segnale, io quei giorni tornando a casa dopo le varie uscite..rimanevo nel mio adorato silenzio.
Non siamo le amiche dai grandi abbracci e dalle grandi coccole. Non sono io, di base, quel genere di persona del resto. Quando l'ho vista ho sorriso ed ho esordito con cio' che so fare meglio: Raccontare cazzate:
“Lucilla mi aveva detto che stavi male ma qui credo proprio che ho fatto bene a prendere tre birre e non due”. In effetti ne avevo prese tre ma una era per me per il “dopo eroina”.

Quando siamo andate in cucina, con le bottiglie stappate, ho capito che il mio dejavù era piu reale di quanto credessi. Non le era accaduto nulla, era solo stanca per tutto il periodo e si sentiva tremendamente sola in quella casa deserta.
Ho incominciato, dunque, a ironizzare su me stessa per farle pesare meno quel suo sentirsi sola e credo proprio di esserci riuscita.
Ci siamo ritrovate a piangere, entrambe, dalle risate quando mi ha ricordato una pessima figura che ho fatto cinque anni fa, nel mio periodo di “Principessa Rosa con la coroncina” ( vedi post precedente ).

Ero fidanzata con quello che si definisce, da brava femminuccia, “Il grande amore della mia vita” e l'allegra coppietta felice, insieme a Roby, stava andando ad una festa in un centro sociale.

Quella sera ero agitatissima perchè avrei conosciuto l'ex del “grande amore della mia vita”. Sono sempre stata una donna abbastanza sicura di me ma quando ero una principessina in rosa devo ammettere che l'idea di ritrovarmi faccia-faccia con una che – magari – lo ritenessea sua volta “il grande amore della sua vita”, mi mandava letteralmente nel panico.
E nel mio panico impiegai la maggiorparte del tempo per stabilire cosa mettere e non cosa mangiare... Tanto che “il grande amore della mia vita” arrivo' con il suo cavallo bianco perfettamente puntuale, io invece – aggiustata da perfetta principessa – stavo mangiando una pasta cruda che avevo tirato fuori 5 minuti prima della fine della cottura. Che sarà mai...

Quando il trio di Principessa, Principe, Damigella si sono presentati al “gran ballo dell'erba!” ecc che mandai il cavaliere in avan scoperta verso la terribile cortigiana matrigna.
Con la mia amica avevo bisogno di calmarmi e, al gran ballo dell'erba, cosa puo' esserci di piu adatto che qualche tirata qua e là? Fumai come una ciucca.
Mentre ci apprestavamo al momento catartico ho questo ricordo:
Un corridoio bianco, io che cammino verso il principe e la cortigiana maligna di spalle, roby che mi tiene la mano e una frase che racchiudeva in sé tutto quello che provavo in quel momento:
“CAZZO, MI VIENE DA VOMITARE!”

Tempo 30 secondi, giusto lo scatto di nascondermi dietro la colonna, e la mia damigella mi teneva la fronte mentre esplicavo la mia pasta cruda trasformandomi in una sorta di cenerentola.
Alla fine della grande opera il mio unico commento fu “Ti prego, dimmi che non ci hanno visto, dimmi che lei non mi ha visto, dimmi che ci siamo nascoste in tempo!!”. Ci eravamo nascoste in tempo e, la mia damigella, ando' ad avvertire il principe che la sua signora aveva avuto un...” piccolo problema”.
Quando mi ripresi conclusi l'opera con una faccia pallida, stanca, ma comunque a testa alta. Mi ritrovai davanti la cortigiana malefica che era peggio di come me la fossi immaginata lontanamente. Le sue uniche parole degne di essere ricordate nella storia furono “ehii..guarda...in questo normalissimo piattino puoi squagliarci il fumo da paura!”. Credo di essere salita al grado di Regina in quel momento.

...E vissero per sempre felici e contenti (?), senza piu vomito.

Abbiamo ricordato vari capodanni, ragazzi che si buttano sul vetro delle macchine, anelli lanciati verso il nostro uomo nel bel mezzo di una strada, uomini che si leccano i capezzoli, persone mai piu sentite, persone ri-sentite fin troppo spesso.

E, mentre parlavamo di tutto cio', ecco che giunse la coinquilina di Roby. Penso che la vita sia fatta di..tempi. Come se i rapporti si determinano sincronizzando gli orologi dentro di noi e facendoli andare all'unisono:
Questo Natale, nella mia città, avevo conosciuto un ragazzo che studiava a Roma. Non so dove fosse stato quel bel tipino fino ad allora..fattostà che lui sapeva perfettamente dov'ero stata io:
“Ti vedo sempre in quel locale...”. Mi sono chiesta che fine avessero i miei occhi per non averlo mai notato.
Abbiamo trascorso varie sere a parlare e, perchè no?, anche un po' flirtare. In realtà io ero un po' sulle mie ed era evidente..mi chiese il numero ma gli dissi che gliel'avrei lasciato piu tardi. Questo Natale avevo deciso di “fare le cose per bene” per una volta.
Quando l'ho rivisto a Pasqua abbiamo nuovamente parlato e, con una scusa idiota, tiro' nuovamente fuori il cellulare per vedere se aveva il mio numero. Nuovamente non gliel'ho dato facend una battuta idiota.
E mentre avevo il ricordo di tutto questo ecco che la coinquilina di Roby partiva proprio con il “mio” tipo carino per un viaggio organizzato il giorno prima a Parigi.
Osservavo quella scena di lei che preparava la valigia con un sorriso strano sulle labbra. Quel tipo carino a cui non avevo dato il numero era anche cosi' sorprendentemente dinamico ed ora, giustamente, lo era con una ragazza che aveva il suo orologio sincronizzato.
Diciamo che sono stata per un istante un attimo invidiosa immaginando che in quel momento potevo esserci io a fare i bagagli ma, dopo il sorso di birra, era già tutto passato.

Cosi' sono tornata a casa lasciando Roby nelle amorevoli cure di Miss Partenza 2008 categoria “Non so cosa diamine portare” ed ho camminato parecchio sola durante la notte.
Non so neppure che strade stessi percorrendo ma non aveva importanza. Ho ascoltato musica, fumato e bevuto metà birra. Pensavo alle parole che, nel pomeriggio, Betty mi aveva detto durante un aperitivo al volo preso insieme. Le ho raccontato dei cuscini, delle ballate, dei fili d'erba strappati e di quello che mi stava saltando per la testa:
Il suo commento fu: se ti viene di farlo, ti prego, in quell'istante preciso...CHIAMAMI.
Poi ho ripensato alle sue altre parole e, guarda caso, erano parole che tante volte io avevo detto ad altre persone. In quel momento è partita “White Rabbit” nel mio I-pod e mi è tornato vagamente in mente la canzone che canta Alice nel cartone “Io so dar..ottimi consigli, ma poi seguirli..mai non so!”


Dopo 23,19

Mentre stavo scrivendo di orologi e di consigli ho ricordato quello piu importante che Betty mi aveva dedicato “Non lasciare che tutto sia silenzio, affronta”. Era un consiglio che mi ero data anche da sola ma sentirlo, devo ammettere, ha uno strano effetto.
Cosi' ho alzato la cornetta ed ho composto un numero. Quando lo Scemo mi ha risposto ho esordito come con Roby, ironizzando su me stessa:
Ho un problema: Sto cercando da cinque giorni di darti una risposta ma il mio cellulare memorizza solo cinque messaggi e i miei pensieri la superano e ho saltato il corso in “Bravi a Riassumere- Master con qualifica!”. Abbiamo riso. Ho riso.
Mentre lo ascoltavo parlare, ero silenziosa. Vedevo come uno specchio che mostrava una me stessa dall'altra parte. Sentire la frase “Avevo paura” con tono maschile è...scioccante. E, dopo tanto tempo, ho ripreso i panni di Donna ( con la D maiuscola ) quale credo di essere.
Il rapporto mio e dello Scemo è uno dei tanti “indefinibili” che ho avuto. Entrambi ci siamo detti “Senza impegno”..eppure i messaggi, le uscite, le telefonate..facevano sembrare tutto fuorchè questo. Sembrare. Sottolineo.
Ho spiegato come, nel mio ultimo rapporto, ho impiegato 6 mesi di “frequentazione” (questa era un po' diversa dal mio solito usare questa parole. Qui non è perbenistica! ) per dire : Mi lego a te.
Ho spiegato come non sono i messaggi, le telefonate, a determinare tutto questo. Nel mio caso avviene quando..non mi sento soffocare. Quando voglio quel legame. Quando...non ho paura.
Sentire la frase “Tu non hai idea della fottuta paura che ho di innamorarmi di te” è..sconvolgente. Gratificante ma..sconvolgente.
Sentire “e se continua? E se finisce? E se io divento morboso? E se tu diventi morbosa..?” Avevo solo una risposta a queste parole “...Non pensi ci siano troppi “se” per ragionarci concretamente?”.

Sembra strano come io sguazzi in questi rapporto “indefinibili”, come se l'essere umano abbia una paura costante..quello di guardarsi dentro di sé per capire cio' che prova. E' quasi sconcertante che non sappiamo definire noi stessi troppo spesso. Cio' che proviamo non sempre combacia con cio' che vogliamo..ma è capire il primo verbo che determina il secondo.

Io so definire il rapporto con lo Scemo. A modo mio. Ma lo so fare. So cosa voglio. So cosa non voglio.
Ma i rapporti, quelli veri, si definiscono in due..e questo li trasforma in legame. Come dicevo prima: Si sincronizza l'orologio. Io il mio orologio l'ho fatto semplicemente ripartire per il momento.

In battutine a sfondo sessuale e altre sciocchezze del genere abbiamo scoperto che partiamo entrambi per Milano. Qui la proposta “Facciamo il viaggio insieme...”.
Chi lo sa. Lui si interroga per il domani, io mi vivo questo presente.
Quando ho ri-agganciato ero abbastanza  fiera di cio' che avevo compiuto: Avevo mosso il mio orgoglio in una maniera altamente costruttiva per me stessa. Non mi interessa se ci vediamo ancora, se ci sentiremo, se tromberemo o parleremo. Non mi interessa. So solo di aver fatto la cosa giusta per me in questo momento.

E se è la cosa giusta chiarire una situazione, cosa ancor piu giusta è andare con la tua migliore amica a ballare raggae dopo un mese di astinenza.
Sarebbe una cosa giusta se il motorino non ti mollasse sulla Nomentana e dunque devi trascinarlo con i tacchi fino ad un punto migliore per parcheggiarlo. Si, parcheggiarlo, perchè se si ha voglia di qualcosa non è neppure un motorino a fermarci. Dopo 500 metri di trascinamento, abbiamo lasciato il cavallo bianco in un posto sicuro e con l'autobus (L'ORRENDO STRUMENTO DI PERDIZIONE PER I ROMANI MOTORIZZATI!!) siamo andate dirette verso la nostra mèta.
Tappa al Bar di Piazza Sempione perchè non avevo mangiato nulla tutto il giorno: Anche i Sacottini di quel posto sono orrendi..ma almeno mi hanno permesso di non svenire.

Abbiamo scoperto che noi, generazione di “raggaiste”(??) incallite, non siamo piu al passo con i tempi: L'unico locale che fa la serate raggae di giovedi la sta trasformando in una sorta di hip hop ed è un requiem tristissimo per noi.

La serata è stata comunque una di quelle che raccontero' a mio figlio. Perchè va raccontato come due donne rientrano nella “società del raggae” rimediando due inviti a due serate differenti per la prossima settimana da due P.r. Che non vedevamo da secoli. Ci sembrava di essere tornate comunque in un giro che avevamo trascurato..un po' piu Hip Hop..ma comunque degno di essere vissuto di tanto in tanto.

Devo raccontargli di come siamo riuscite a farci mettere in lista per la serata di Sabato dal tipo che mi regala sempre consumazioni e che ho scoperto essere amico di un altro tipo con cui una sera di tanto temo fami sono baciata e che mi guardava in maniera “sconvolta” di rivedermi: Mi aveva provato a chiamare sulle 10 volte, non gli ho mai risposto. Periodo da soldato, non è colpa mia! (vedere post precedente!).

E raccontargli infine di due donne che, ritornando, correvano e spingevano un motorino su un Viale deserto, lanciando risate al cielo.
Due amiche che vivevano la notte in maniera cosi' “Viva”. E' una notte che non scordero' mai..è difficile da raccontarla. So solo che eravamo io e lei, a spingere un mezzo che ci aveva abbandonate..e...ridevamo felici.


A proposito di orologi, proprio mentre scrivevo ecco che due orologi che non sono mai andati nello stesso tempo, ora si stanno parlando: Mi ero diemnticata di avere un migliore amico.

Definire il nostro rappo ( a proposito di “indifinibili”) è..inutile. Ci conosciamo ormai da quasi dieci anni e tutto cio' che posso dire di lui è: Rappresenta la parte piu folle che è in me.
Quando ero una Principessa con una coroncina..conobbi questo ragazzo: Giubbino di pelle nera, moto, sguardo intrigante. Penso sia scontato che la bella principessa si prese una cotta per il tenebroso ed inarrivabile “Altrove”.
La nostra amicizia è nata con un bagno al mare, vestiti. Le sue parole “Tanto non hai le palle di tuffarti..” Pochi minuti e stavo già nuotando nel mare, con una maglietta gialla, i jeans..e lui che mi raggiungeva. Tornammo in città, bagnati fradici, con mille persone che pensavano a chissà quale perfomance sessuale accaduta. In realtà eravamo solo due persone che avevamo fatto un bagno insieme vestiti in Maggio...ma, chi l'avrebbe mai detto che quei due ragazzi cosi' diversi, dopo dieci anni, si sarebbero ritrovati ancora oggi a desiderare cosi' tanto la presenza l'uno dell'altro.

In realtà non è difficile definire il nostro rapporto..è difficile definire lui. Gà ( Alias: Altrove sul cel. ) per me è pura follia. E' irrazionalità. E' l'UNICA persona a cui credo quando “fa parole”..perchè quelle parole diventano sempre dei fatti concreti.

La nostra amicizia è stata strana: Un misto di affetto, amore, sesso, litigio, bene...che davvero raccontarlo sembra ridicolo.
Per due anni, vivendo nella nostra pccola città, adottammo il patto di vederci una volta ogni sei mesi...e lo facemmo. Non so il motivo..era un gioco o giu di li'..ma manteniamo semrpe le nostre promesse. Come manteniamo il fatto che, ogni volta, offre qualcuno di noi una cena. Il destino ha voluto che, al mio turno, capitasse sempre qualcosa per cui non spendessi tanto..mentre lui mi portava sempre in ristoranti buonissimi a mangiare pesce.
Provo a riassumere dieci anni:
1) Io voglio te ma tu non mi vuoi
2) Tu vuoi me..ma io sono fidanzata

  1. Amici...entrambi fidanzati.
    4) Trombiamo.
    5) Ti voglio bene.
    6) Vaffanculo! Non mi vuoi bene!
    7) Un anno di silenzio
    8) Ciao..sono sotto casa tua...mi apri?
    9) Come noi nessuno mai...

    Si. Perchè lui è davvero una delle poche persone che riesce a farmi non vivere ma...esistere. Dopo l'anno di slenzio ( colpa mia, lo ammetto: Non so dare valore alle cose e lui ne risenti'!) abbiamo risolto tutto concretamente questo Natale e, come sempre, Altrove è una delle pochissime persone in grado di lasciarmi senza respiro quando a Gennaio ha esordito con un “...Vieni con me ad Amsterdam..”. Non andai..a Gennaio ero fin troppo incasinata per muovere anche un dito.
    E' stata una delle poche persone con cui, un boato di tempo fa, sono finita a letto e...non è cambiato nulla. Assolutamente nulla. Anzi..ci siamo maggiormente avvicinati.

    Non siamo i “migliori amici” da tante chiamate..tutt'altro. Ci vediamo e sentiamo pochissimo..ma...ci siamo. Concretamente. Se io dovessi puntare 1.000 euro su una persona...penso che lui sia il primo della lista. Altrove ha un affetto per me come nessun altro credo. E' stato l'unico, del resto, a dirmi chiaramente le cazzate che facevo. Motivo per cui litigammo non poco. ( Mai giudicare una donna, del resto..puo' diventare pericolosa).

    Siamo un po' la valvola di sfogo l'uno dell'altro credo. Una sorta di “diavolo” e “acqua santa” che, insieme, si mischiano e confondono. Infatti non so piu chi è il diavolo e chi l'acqua santa fra i due.
    Sono stata innamorata persa di lui quand'ero una bimba con l'apparecchio ai denti. Ricordo che, una sera in macchina, ci siamo baciati per la prima volta sotto le notte di Neffa che cantava quanto il tempo stesse scadendo..da li' è stato un eterno rincorrersi a vicenda fino ad approdare a questa stupenda amicizia. Una delle poche che mi sono trascinata in tutto questo tempo.

    Definire lui, come dicevo, è strano: E' follia pura. E' il solo che riesce a farmi stare tranquilla alla guida non di una macchina..bensi' di una moto. La sua moto. Perchè “Altrove” lo associo sempre a quella benedetta moto nera che sempre cambiava e si portava dietro.
    Quando abbiamo litigato, senza parlarci per un anno, ammetto che è stata tutta colpa mia: Lo avevo trascurato nella mia assurda visione che i rapporti non sono fatti di parole..ma di fatti. Con lui, alle volte, anche le parole servono...e se vengono meno anche i fatti, si determina un castello determinato a crollare.
    E' il mio diavolo..ma è allo stesso tempo una persona fragile quando tiene ad un altro. E so che lui, per me, darebbe un braccio se non di piu.
    E' stato l'unico a dirmi chiaramente “se ti vedo..ti sputo in faccia”. E' una frase che nessuno mi ha dedicato...ma, con lui, la meritavo. Quando scendevo gli dedicavo troppo poco tempo, spesso nullo, e – giustamente- anche lui faceva sentire la sua voce.

    Lui è quello che, senza razionalità, manda messaggi privi di senso che esprimono piu di ogni “ti voglio bene” che ho ascoltato. Ho ancora salvato un messggio di tanti anni fa che, dopo mesi di silenzio, esordiva con un “Mari' ..che ti dice la luna stasera?”...è un messaggio che non parla ma...canta.
    Ho sempre immaginato che, un giorno, io e lui – folli e scellerati – saremmo spariti. Nei miei sogni di viaggi lontani vedo effettivamente solo lui come compagno di fuga..l'unico che mi seguirebbe.
    E' un mondo a parte.  E' quel briciolo di follia che fa crollare ogni mia forma di razionalità...come il ritrovarsi vestiti a fare un bagno o andare di inverno a cucinare in una casa al mare ...solo per il gusto di farlo.

    Con lui tutto è facile. Persino i litigi sono facili: Vaffanculo, non ci parliamo per un po'. Semplice. Non ci sono rimorsi, chimate, squilli, messaggi. E' cosi' e basta. Estremamente semplice. Del resto se io sono il bianco e lui il nero..non fondiamo mai in un grigio..ma altaleniamo fra questi due colori ogni volta. Questo è il bello con il mio “Altrove”: Non esiste grigio.

    Mentre mi parlava oggi..sentivo che non avrei piu dovuto temere di essere sola. Sentivo che, dicendo ad Altrove di venire - anche con 715 km di distanza- lui sarebbe venuto.
    E, come sempre, riesce a sconvolgermi come nessuno è in grado di fare:



    xx     scrive:

    chissà di che notte si tratta...

    Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

ho trascinato un motorino con i tacchi per due kilometri mio caro, ho in pratica fatto tutta la palestra possibile prima dell'estate :P

     xx     scrive:

non hai pensato a levarti i takki?=

     xx     scrive:

o a chiamare qualcuno

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

L'unica persona che potevo chiamare in quella zona non mi rivolge parola..e levare i tacchi era rischioso per il mio piedino di fata! E, infine, era piu divertente cosi'...

     xx     scrive:

divertente ma pericoloso...

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

Da quando sei cosi' responsabile giovanotto?

     xx     scrive:

lasciare il motorino dov' era..cmq hai fatto la stessa cosa che avrei fatto io quindi: grande..però concedimi queste soluzioni sopra elencate a causa della tua sensibile figura

     xx     scrive:

sono responsabile di te

   
     xx     scrive:

e di qualche altra rara persona a cui tengo

     xx     scrive:

cmq ciao Mari'..come stai?

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

bene, la prossima volta ti chiamero' e diro' "Ciao Gà. Sono in una vialone con Roby e con il motorino rotto. Hai qualche consiglio da donarmi per non essere derisa da mezza roma?":P

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

...Sto. ;)

     xx     scrive:

roby?

     xx     scrive:

la tua amica?

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

Roberta..la mia amica riccia, quella del liberty azzurro :P

     xx     scrive:

si si l ho capito con ritrado

     xx     scrive:

     xx     scrive:

sono cosi' strano che sarei venuto

     xx     scrive:

anzi

     xx     scrive:

sai cosa

     xx     scrive:

sarei venuto sicuro

     xx     scrive:

xchè

     xx     scrive:

+ sono strane le cose che mi propongono e piu ci vado a nozze

Mary § (S) § Grazie § La notte di ieri la raccontero' a mio figlio. * Writing* scrive:

Onestamente? Sei l'unica persona a cui crederei sentendo una frase del genere!




Non distubate la fata. Punto.



P.s.= Staro' scrivendo troppo? Mi piace cosi'.

 

Battito d'ali di