Da dove cominciare...
Ho il pc sparso di appunti in ogniDove. Quei tanti documenti che rileggero' in sere malinconiche o che, piu probabilmente, dimentichero' di avere ritrovandomeli poi per caso una sera "navigando" fra le varie cartelle nel buon proposito di "mettere in ordine".
Sono a Villa Torlonia, eccezionalmente con il computer dietro e con una spalla dolorante di accompagnamento. E' una giornata "chiassosa", fortuna che riesco ad isolarmi con un po' di musica! The Cure per l'esattezza in questo preciso istante...
Dicevo: Da dove cominciare...
Sono stati di pensieri, emozioni, azioni. Resocontarli sarebbe alquanto difficile per me che sono una scrittrice da 4 soldi e, per lo piu, tendo a mettere due parole insieme di significato concluso.
Stavo leggendo un libro che devo regalare, un libro che non mi rispecchia affatto ma che mi ha fatto molto riflettere: I Nostri rapporti si basano a come abbiamo vissuto la nostra infanzia in famiglia.
Non andro' in dettagli ma, vagamente, ho provato a capire come io gestisco i rapporti in base a come sono cresciuta. E' una cosa scontatissima, lo so, ma non mi ero mai soffermata su me stessa..analizzando per lo piu come gli altri vivessero la "loro famiglia"..rapportandosi di conseguenza con me.
Il primo esempio che mi passa per la testa riguarda proprio lo "Scemo" ( a proposito..dopo il terzo sms senza risposta è sparito!). Lo Scemo era il classico "mammone". Dovevate vedere questo ragazzo grande e grosso (e bellissimo aggiungo) che se ne usciva con parole come "Lettino".."mammina"...a me faceva ridere. La nostra prima uscita ha praticamente parlato solo di sua madre...
Cosa cercava infatti? Una seconda mamma. A me raccontava i suoi infiniti problemi, il suo lavoro, le sue angoscie...sembrava una persona eternamente tormentata quando, in sostanza, tutto gli andava bene. Aveva solo bisogno di sentirsi dire "Piccolo, non ti preoccupare..." con carezzina sulla testolina annessa.
Io non sono brava a fare la parte della "mamma" e nè tantomeno voglio essere una mamma. Mi limitavo ad ascoltarlo, dirgli la mia.
Del resto mi diceva "A mamma racconto tutto"...ed a me raccontava tutto. C'era solo un piccolo problema: io volevo un uomo, non un bambino. E questo, credo, lui lo percepi'.
Analizzando me stessa, invece, posso dire che il mio modo di fare rispecchia quasi perfettamente l'ambiente in cui sono cresciuta.
In casa mia era "vietato" essere tristi, depressi, nervosi, arrabbiati. Se io ero nervosa..mio padre si innervosiva. Di conseguenza eravamo tutti fintamente felici.
Per questo motivo sono stata abituata a non esporre mai i miei problemi, neppure quelli piu gravi. Proproi nella visione del "non disturbare". Quando io sostengo che "mi sono formata da sola" è perchè effettivamente è stato cosi'. Senza considerare l'unica volta che ho "creato problema" e che è costato un anno circa di silenzio in casa.
I miei ideali, i miei valori..derivano da totale auto-didatta. Mio padre mi ha lasciato poche moralità. Due per l'esattezza che condivido.
Mia madre, invece, è la classica donna che vuole ( prova ) a fare l'amica-mamma. Il problema è stato che quando io ho attraversato un periodo complesso...mia madre non c'era e, quando c'era, ha fatto piu danni che bene. Oserei dire che mia madre è la classica "finta complice". Categoria che evito accuratamente..
Come ho già detto non entrero' in dettagli ma, a grandi linee, la macro-situazione era questa. Di conseguenza ho scoperto che io nei rapporti non dico mai che c'è un problema. Di conseguenza ancora evito di parlare dei miei problemi e li affronto da sola per lo piu senza gravare sugli altri!
Credo che nessun mio ex abbia mai sentito da me la frase "Abbiamo un problema"..perchè anche i problemi di coppia tendo a zittirli.
Questo è un mio enorme difetto perchè mi fa scappare il piu delle volte..ma, nel suo lato positivo, non mi porta mai a voler cambiare l'altra persona. Cosa che no ho mai sopportato che tentassero di fare con me.
Proprio di recente analizzavo una vecchia lettera che ho scrtto ad un mio amico. Diceva piu o meno cosi': Il nostro rapporto è strano, tu sparisci, non ti fai sentire..non è un rapporto per come lo vedo io e lo sento molto "univoco". Non ti chiedo, quindi, di farti sentire..perchè, se non lo fai, significa che non hai- semplicemente- voglia di farlo. Ti invito solo a capire che cosi' io scappo e di non meravigliarti se cio' avviene.
..E quando io scappo non c'è mai un ritorno. Fuggo, svanisco, non lascio tracce. Quando poi non compaio piu..solitamente vengo cercata. Ricordo proprio questo mio amico che tento' in tutti i modi di recuperare il rapporto..una volta mi venne a prendere di notte a casa per portarmi in giro in motorino. Una di quelle improvvisate che a me fanno impazzire. Il rapporto non l'ho mai piu voluto ricucire a fondo. Ci telefoniamo una volta ogni mese circa..e mi sta bene cosi'.
L'accettazione dell'altro è la base di ogni rapporto a mio avviso. C'è gente che passa il tempo a dirsi "perchè non mi porta qui?" "perchè non mi dice questo?" "perchè non fa quest'altro?". Nella mia analisi spiccoila da 4 soldi ho capito che queste domande sono ridicole e semplicemente..inconcludenti.
Se io voglio qualcosa e questo "qualcosa" non ce l'ho..reagisco di conseguenza. Te lo posso far notare una volta al massimo..ma poi, semplicemente, accetto o non accetto cio' che ho dinanzi. Fuggo o rmango. In base a quanto questa cosa mi fa stare bene/male.

C'è una canzone che è precisa testimonianza di come io vivo un rapporto:
Jupiter Crash.
Lo Jupiter crash fu l'impatto di una stella con la superficie di Giove nel 1994. Chi l'ha visto racconta che sia stato davvero uno spettacolo unico. Questa canzone ( che sto ascoltando proprio ora ) parla di un uomo che porta una donna a vedere lo Jupiter Crash che, in realtà, è l'analisi del loro rapporto. La donna quindi osserva il loro "jupiter crash" e ne rimane delusa dicendo "era questo? Era questo l'impatto di Giove? Non è quello che mi aspetavo, lo sai..." e se ne va Perchè l'impatto è stato bello ma finito in un baleno.
Ogni rapporto è uno "Jupiter crash"..puo' far rimanere a bocca aperta, deludere, sorprendere, avvolgere, intristire. Basta saperlo osservare e prenderne le giuste misure.
Proprio di recente stavo analizzando un rapporto che ho avuto. E' stato un sublime "Jupiter crash"..di quelli che rivedresti tutta la vita nonostante sia già finito lo spettacolo. Di quelli che ti fa rimanere accanto all'uomo a guardarlo e guardarlo ancora...magari con una sigaretta in bocca e un cornetto nell'altra mano, di quelli del bar "sotto casa" che fa un cappuccino "estremo".
Un Altro "Jupiter crash", invece, mi da sensazioni totalmente diverse. Se dovessi analizzarmi direi che sono in piedi, con il naso all'insù e guardo il tutto con un sorriso ironico. Immagino lo scenario della canzone e, alla fine dell'esplosione, non sono nè sbalordita, nè delusa, nè..niente. Non mi allontano ma mi dirigo sola verso l'acqua a bagnarmi i piedi e giocherellare da sola con gli schizzi.
Un Altro Jupiter Crash, invece, mi inorridisce. Non è affatto cio' che io immaginavo. Sono cosi' delusa che non ho neppure la forza/voglia di arrabbiarmi con chi me l'ha fatto vedere. Non dico una parola, volto le spalle e vado via. Senza mai rigirarmi.
Il Bello di questa canzone è che comincia con le onde del mare di sottofondo e conclude con una frase che è sbalorditiva "..e lei se ne ando' con la notte che le girava intorno, per lo piu a causa della gravità".
Me la fece conoscere proprio quel mio amico a cui accennavo prima..
Lui che ammette come fra di loro ci sia una sorta di attrazione quasi chimica...lei che gli dice di dimenticarsi per un attimo delle stelle, addolcendosi un po'. Poi analizza cio' che gli si presenta dinanzi agli occhi che dovrebbe sbalordire chiunque ma che, ivece,..non la sorprende affatto. E con le onde del mare se ne va . Il bello è che non mette il sentimento che prova lei, non parla proprio se è arrabbiata, delusa...è una semplice, semplicissima analisi che le fa dire poche parole "Era questo? non era quello che volevo..". E *puff* svanisce.
Ecco quando parlo di totale accettazione. Piu o meno totale. Molti analizzando i loro "jupiter crash" pretendono, perfino, di cambiare pianeta o stella di impatto. Che non avvenga nell'universo ma che sia piu vicino, che non faccia luci azzurre ma luci rosse...
Io ho smesso, onestamente, di voler modificare le realtà in base a come le cose piacciono a me. Da piccola sostenevo che avrei cambiato gli altri e che, con me, tutto sarebbe diventato color rosa. Che i buoni sarebbero diventati con me ancor piu buoni e che i malvagi avrebbero scoperto la luce..Mi mancava uno scettro alla "sailor moon" credo e l'immagine di "eroina salvamodno" è molto simile.
Dovevate conoscermi. Ero uno zucchero dolce dolce. Di una smielosità spaventosa. Poi ti accorgi che il mondo è nero, nerissimo. Che di rosa c'è poco o nulla e che nemmeno tu sei poi cosi' "rosa". Che non vuoi salvare nessuno, non vuoi insegnare nulla.. perchè come cantavaqualcuno nel suo grido disperato "Ognuno la vita la impara da sè".
Alcuni vogliono impararla, altri - invece- si limitano a subirla totalmente senza muovere alcun filo.
A questa gente, nel mio piccolo grido, io invito ad esistere. Vivere è cosi' tremendamente noioso....e rende cosi' tremendamente noiosi.
Esistete.
Non disturbate la fata è una stella che cade
P.s.= Chissà come gli altri vedono gli "Jupiter crashes" con me...chissà. Sarebbe divertente scoprirlo.
Jupiter Crash
The Cure
She follows me down to the sound of the sea
Slips to the sand and stares up at me
“Is this how it happens?
Is this how it feels?
Is this how a star falls?
Is this how a star falls?”
The night turns as I try to explain
Irresistible attraction and orbital plane
Or maybe it's more like a moth to a flame?
She brushes my face with her smile
“Forget about stars for a while...”
As she melts
Meanwhile millions of miles away in space
The incoming comet brushes Jupiter's face
And disappears away with barely a trace
“Was that it?
Was that the Jupiter show?
It kinda wasn't quite what I'd hoped for, you know”
And pulling away, she stands up slow
And round her the night turns
Round her the night turns...
Yeah, that was it
That was the Jupiter Crash
Drawn too close and gone in a flash
Just a few bruises in the region of the splash
She left to the sound of the sea
She just drifted away from me
Yeah so much for gravity
Impatto Di Giove
Mi segue fino a sentire il suono del mare
Scivola sulla sabbia e mi fissa dal basso
“E’ così che succede?
E’ questo che si prova?
E’ così che cade una stella?
E’ così che cade una stella?”
La notte cambia quando provo a spiegarle
L’irresistibile attrazione e il piano orbitale
O forse somiglia di più ad una falena che si avvicina ad una fiamma?
Mi sfiora il viso col suo sorriso
“Dimentica le stelle per un attimo…”
Mentre si addolcisce
Nel frattempo a milioni di miglia di distanza nello spazio
La cometa in arrivo sfiora la superficie di Giove
E scompare lasciando a malapena una traccia
“Era quello?
Era quello lo spettacolo di Giove?
Non era proprio quello che sperassi, lo sai”
E allontanandosi, si alza lentamente
E intorno a lei la notte gira
Intorno a lei la notte gira…
Sì, era quello
Quello era l’impatto di Giove
Attirato troppo vicino e finito in un baleno
Lasciando solo qualche ammaccatura nella zona del tonfo
Se ne andò al suono del mare
Semplicemente si allontanò da me
Per lo più a causa della gravità
Note :
Il “Jupiter Crash” descritto nella canzone è quello che avvenne fra i frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 e la superficie di Giove il 16 luglio del 1994; a detta di chi vi ha assistito, è stato un raro e spettacolare evento, visibile anche mediante telescopi poco potenti (seguito da 21 impatti successivi durati fino al 22 luglio).
Questo post, invece, è meno recente...
Sono a Villa Torlonia..ho deciso di portare il pc oggi, pesa un sacco nella borsa dell'università.
Avrei tante cose da raccontare..come la mia "prima volta" all'Art cafè o le ballate sensuali di Roby che per me è pura musica. Dovrei raccontare che ho letto male l'orario della Messa di P. e mi sono ritrovata ad entrare mentre tutti i miei amici erano fuori..chi triste, chi disperato, chi indifferente.
Nella Chiesa mi sono seduta con calma ed ho preso il libro delle canzoni posto davanti a me. Ho sfogliato ogni singola pagina appurando che ne conoscevo un'ottantina su cento.
Quando l'ho richiuso, sono uscita. Sono rimasta fuori ad aspettare un po', avevo chiesto a qualcuno di venirmi a prendere ma avevo bisogno di focalizzare a fondo quelle scale, in realtà, deserte.
Cosi' ho preso a camminare verso casa per poi farmi salvare da una mia amica.
Sono stati giorni strani. Giorni in cui ero di una calma quasi esasperante. Avete presente com'è calma una tigre quando si muove fra l'erba per adocchiare una preda? Piu o meno era la stessa calma che avevo io, con quel briciolo di adrenalina nello stomaco.
Ieri sera ho riflettuto a lungo su quello che mi sta succedendo. Penso ad una canzone che si chiama "new born". Piu o meno il senso che sto vivendo è proprio questo. Non so perchè, ma mi sento piu cattiva. Piu incazzosa..perchè no? Anche piu vendicativa. Sono sempre stata una "diplomatica", uno dal "compromesso" piu o meno o una che prende e se ne va se qualcosa non le piace.
Ho navigato gli ultimi mesi nella paura di ogni cosa. Chiudendomi per lo piu in silenzi solitari come mio solito. Diciamo che anche dei silenzi mi sono parecchio rotta il cavolo.
Anni fa qualcuno qcantava: La mia anima è piu vera della maschera che porto.
Piu o meno è questo il senso..con un bel "Vaffanculo" in allegato come la stessa canzone cita...
In tutto cio', lei ne ha fatta un'altra delle sue: E' assurdo come si abbassi la guardia un istante e ,dunque , veniamo sonoramente inculati. Ringrazio il mio "sesto senso" per non averle dato quella lettera. Lo ringrazio ogni giorno. Purtroppo quando una persona mi "tradisce" come ripeto sempre..io divento molto cattiva. Con lei, in realtà, devo ancora attuare la mia cattiveria: Ho sempre ritenuto che ci sia una sorta di giustizia e che cio' che facciamo ..ci ritorna indietro. In questi giorni ne sono fermamente convinta poi per quanto riguarda me. "Pago" cio' che ho fatto. Oserei dire che me lo merito perfino ed ho l'auto-critica di capirlo.
Ro' l'altro giorno ha detto una frase fantastica "le persone cattive...dobbiamo tenerle lontane". Quanto ha ragione. Ed entrambe ci siamo date il promemoria del "Mai piu abbassare la guardia con i cattivi". Con lei soprattutto poi.
C'è chi spreca parole per definire qualcuno: "stronzo/a, bastardo/a, egoista, figlio/a di puttana..". Io mi sono sempre limitata ad una parola "Cattivo/a". Non c'è bisogno di altre parole. E' cattiveria, per me, chiedere soccorso e non ricevere risposta. E' cattiveria, per me, approfittare della buonafede altrui o delle "seconde possibilità" che si concedono. E' cattiveria per me pestare gli altri per se stessi.
Non disturbate la fata..io non lo farei.